|
|
|
|
Si tratta di un tempio romano del primo secolo d.C., scoperto da G. Sordini nel1900 e riportato alla luce negli anni 1955-57 e 1961-71. Da via dell'Arco di Druso, si può ammirare tutto il lato occidentale. In basso: il bellissimo e maestoso stilobate; due corridoi contigui e paralleli, pavimentati in "opus spicatum"; il pozzo circolare inserito nello stilobate, come in una nicchia, e preesistente al tempio; infine, al termine dello stilobate, i resti dell'abside semicircolare della prima chiesa cristiana sorta nel secolo IX. Sopra lo stilobate, sono due colonne del pronao: una, scanalata, è realmente "in situ", anche se in modo frammentario, mentre l'altra è visibile solo nel profilo disegnato sul muro che chiude l'interculonnio; a destra del tronco della colonna superstite, è un frammento epigrafico, su cui si legge: MATRI FILIARUM EIUS; segue ilmuro della cella del tempio, che ora funge da muro esterno della chiesa di S.Ansano, e infine il muro medioevale della stessa chiesa, con una bella porta laterale chiusa. Sopra il pronao e la cella, è visibile il frammento della bellissima trabeazione che girava attorno al fastigio superiore dell'edificio. |
|
|